I rifugi della Val di Fassa

Nel corso dell’estate ho realizzato un progetto fotografico dei rifugi della Val di Fassa, su incarico di Trentino Marketing, società per lo sviluppo del turismo trentino.

Ho esplorato in lungo e in largo gli ambienti dolomitici del Catinaccio, Sassolungo, Sassopiatto e Monzoni, ed ho avuto modo di passare tanto tempo tra queste montagne, contemplare il loro fascino, ascoltare la loro voce..

In questi mesi di escursioni in alta quota, ho visto e vissuto tante luci e tante ombre, con sensazioni spesso contrapposte. Da un lato una delle valli paesaggisticamente più belle dell’intero panorama dolomitico con montagne maestose, dall’altra questo potenzialmente splendido paesaggio troppo spesso graffiato dall’avidità umana senza compromessi.

Queste Dolomiti tolgono il fiato da quanto sono spettacolari, e mi hanno regalato momenti di luce speciale e spettacoli naturali che solo chi si mette in ascolto con pazienza e silenzio ha poi il privilegio di viverle appieno. Son riuscito a scoprire qualche rara valle laterale ancora selvaggia, che si raggiunge dopo ore di cammino, e dove la fatica è sempre ampiamente ripagata da un energia infinita. E’ questa la Natura che amo, dove l’uomo è presente con rispetto e gratitudine.

Queste Dolomiti tolgono il fiato da quanto sono maltrattate. Spesso risulta difficile fotografare con un grandangolo senza includere piloni, impianti di risalita, foreste lacerate da nuove piste da sci. Montagne da mungere, da sfruttare sull’altare del Dio denaro senza apparentemente limiti di buon senso e buon gusto. E non a caso, al contrario di quanto ho visto spesso declamato, solo il Catinaccio fa parte della lista Unesco quale Dolomiti Patrimonio dell’Umanità, per chiara mancanza altrove di valori di tutela e protezione del paesaggio.

Il mio impegno continua quindi sempre più forte per trasmettere il senso di rispetto e protezione per il nostro ancora meraviglioso ambiente naturale, ancor più dopo questo viaggio.