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In mezzo all’Oceano Indiano, a
migliaia di chilometri dalle terre continentali, vi è un luogo che sembra sia
stato scelto apposta dalla natura per manifestarsi pienamente in tutta la sua
bellezza.
L’arcipelago delle Seychelles vanta gli elementi caratteristici del paradiso
tropicale: spiagge di sabbia bianchissima e palme da cocco, barriera corallina
dove la vita esplode rigogliosa in mille colori e baie nascoste dove potersi
ancora sentire Robinson Crusoe.
Questo a prima vista, ma c’è molto, molto di più!
Le Seychelles sono un vero paradiso per un fotografo naturalista, per la
ricchezza di ambienti diversi sia di mare che di foresta spesso unici, per la
presenza di specie endemiche in un paesaggio straordinario di luci e colori,
per le numerose aree protette in un equilibrio delicato ma invidiabile tra
uomo e natura.
Qui sono presenti alcuni tra i più
rari uccelli del nostro pianeta, come il magnifico colombo blu delle
Seychelles (Alectroenas pulcherrima), e in alcune isole come Bird, Aride o
Cousin nidificano colonie di centinaia di migliaia di sterne scure (Sterna
fuscata) e sterne stolide minori (Anous tenuirostris).
Il contatto con queste terre trasmette fin da subito una sensazione di
meraviglioso isolamento.
Disabitate fino alla fine del 18° secolo, le Seychelles sono oggi il risultato
del passaggio di diverse culture. Sebbene siano state colonia inglese per
oltre 160 anni, da cui il nome della capitale Victoria in onore della regina,
sono stati i francesi che in soli 45 anni di dominio hanno lasciato l’impronta
più marcata: la cultura creola è una mescola di ingredienti diversi e lontani
tra loro incastonati insieme in un mosaico omogeneo con radici europee,
africane ed asiatiche. L’ottima cucina creola ne è un esempio, impreziosita
ulteriormente da influenze indiane e cinesi portate da avventurieri nel 19°
secolo.
L’arcipelago è formato da 155 isole,
la maggior parte delle quali minuscole, abitate da avifauna stanziale e
migratrice, e governate dai monsoni che soffiano verso nord-ovest da novembre
a marzo e verso sud-est da maggio a settembre.
Le isole più accessibili sono un gruppo di 39, denominate Inner Islands, le
cui tre principali sono, in ordine di grandezza, le isole granitiche di Mahé,
Praslin e La Digue.
Mahé, punto d’ingresso all’esplorazione delle Seychelles, è un’isola verde e
montagnosa con fitte foreste e splendide spiagge lambite da palme e takamaka.
La fotografia di paesaggio trova ampie possibilità espressive non solo per la
presenza di scorci e particolari compositivi molto invitanti, ma soprattutto
per la qualità della luce in particolare all’alba ed al tramonto. Ed uno dei
grandi vantaggi che si possono apprezzare nelle isole di piccole dimensioni è
proprio la possibilità di raggiungere facilmente la costa orientale per l’alba
e quella occidentale per il tramonto!
Qui
dominano gli elementi: acqua e terra si sfidano in un contatto infinito e
primordiale. Le spiagge bianchissime sono bagnate da un mare cristallino verde
smeraldo abitato dalla vita rigogliosa del reef. Laddove non vi è la barriera
corallina le onde dell’Oceano si infrangono con tutta la loro potenza sulle
rocce granitiche, presenti un po’ ovunque sulle spiagge dell’isola. La luce
che filtra dalle nuvole offre composizioni accattivanti e sempre mutevoli.
La seconda tappa del nostro viaggio è
l’isola di Praslin. Un piccolo aeroplano a 12 posti sbuffando ed ondeggiando
lascia la pista di fianco al mare dell’aeroporto e raggiunge rapidamente
l’isola vicina. Lo spettacolo da lassù è meraviglioso. Il mare presenta
tonalità verde-azzurre dai riflessi turchesi, fetonti codabianca (Phaethon
lepturus) e fregate minori (Fregata ariel) volteggiano sfidando le correnti.
Praslin è famosa per la foresta vergine della Valleé de Mai, una delle più
piccole aree al mondo ad essere dichiarata Patrimonio Naturale Mondiale.
Questa riserva è il solo luogo d’origine e di crescita della magnifica palma
del coco de mer, pianta endemica imponente e rigogliosa con grandissime foglie
a forma di ventaglio larghe anche 14 metri, seNza tronco e dai gambi lunghi
fino a 30 metri.
Camminare in mezzo a questi giganti è un’esperienza davvero unica: il cielo è
oscurato da foglie enormi ed il sole sembra non possa penetrare fino al suolo.
Il vento che s’incunea nella foresta genera suoni sinistri e rimbombanti.
La foresta di palme della Valleé de Mai è quanto rimane delle lussureggianti
foreste preistoriche del gruppo di isole granitiche delle Seychelles, dove
milioni di anni di isolamento hanno favorito l’evoluzione in completa
solitudine, risultando in specie vegetali ed animali uniche al mondo.
Una
breve gita in barca ci porta ad esplorare uno dei luoghi più incredibili al
mondo per numero e concentrazione di uccelli e per particolarità delle specie
animali che vi abitano.
Cousin Island è una riserva naturale interamente
dedicata alla conservazione. La visita all’interno dell’isola è possibile solo
se accompagnati da staff locale e non si può pernottarvi. L’isola, grande
appena 2km quadrati, ospita ben sette specie di uccelli marini nidificanti (4
specie di sterne, 2 di berte ed il fetonte codabianca), che superano i 300.000
esemplari! Questo luogo è un altro piccolo paradiso dell’arcipelago per il
birdwatcher ed il fotonaturalista. Quasi ogni ramo della foresta è occupato da
un uccello, il rumore è assordante e l’odore di guano pungente. Coppie di
sterne bianche (Gygis alba) brillano in ogni direzione nell’ombra della fitta
vegetazione; questi bellissimi uccelli non costruiscono nidi ma depongono
l’unico uovo direttamente sui rami. Ogni anfratto della roccia granitica è
occupato da sterne stolide brune (Anous stolidus), che nidificano o sulle
palme o direttamente al suolo, senza nido. Le particolarità di quest’isola non
finiscono qui: in questa riserva vivono persino alcune centenarie tartarughe
giganti di Aldabra (Geochelone gigantea) e vi si trova la più grande densità
di lucertole al mondo.
L’ultima
tappa della nostra esplorazione inizia con uno spostamento in battello molto
simile ad un viaggio sulle montagne russe. L’Oceano Indiano fa sentire la sua
forza anche nei piccoli tratti di mare tra isole vicine. L’approdo all’isola
di La Digue ci trasmette una dolce sensazione di serenità ed armonia. Qui non
esistono automobili ed il trasporto locale avviene su carri trainati da buoi.
Il mezzo di spostamento più diffuso è la bicicletta ed ogni angolo dell’isola
può essere raggiunto in meno di un’ora.
Gli scenari dell’isola sono di una bellezza mozzafiato. La Digue è
caratterizzata dalla presenza di enormi macigni di granito levigati ed erosi
dal vento, che sembrano incastonati l’uno sull’altro per opera della mano di
un gigante. Migliaia di blocchi granitici cambiano colore a seconda del calore
della luce, dal rosa dell’alba al rosso del tramonto.
Questo luogo offre paesaggi incantevoli in particolare la mattina presto,
quando la bassa marea porta alla luce conchiglie di ogni tipo su spiagge
bianche di sabbia finissima, ed all’ora del tramonto, quando la discesa del
sole sull’Oceano Indiano dipinge il cielo di rosso intenso. Ed è un privilegio
trovarsi da soli sulla spiaggia davanti a tali spettacoli della natura con
l’acqua che sfiora le gambe del treppiede.
Quando l’aereo decolla dall’aeroporto
internazionale di Mahé per riportarci in Europa, la sensazione è che sarà un
arrivederci e non un addio. Un viaggio alle Seychelles è una magica esperienza
sia dal punto di vista fotografico che naturalistico, con la garanzia di
emozioni forti che si fissano indelebili non solo sulla pellicola o sul
sensore della fotocamera, ma, soprattutto, dentro di noi.. |